Raffineria di Gela, Amministratore e 2 tecnici condannati con sospensione pena

19 tra ex manager Enichem e dell’indotto del Petrolchimico di Gela sono stati rinviati a giudizio per alcuni casi di malattie asbesto correlate causate dallo stoccaggio di fibre di amianto in matrice libera in una vasca utilizzata come discarica.

I Grado

Udienze febbraio 2018

Sono state sentite le testimonianze di ex lavoratori.
Un dipendente del periodo 1970-2002 ha ricordato l’uso di coperte di amianto e ha fatto presente che in dotazione c’erano solo normali mascherine e tute, lavate a casa dai familiari.

Udienza 24/05/2018

Inizio della fase dibattimentale.
Il perito nominato dalla Procura ha escluso che i casi di ispessimento e placche peluriche possano essere stati provocati dal fumo di sigaretta.

Udienza del 23/10/2018

Sono stati sentiti in aula un militare della capitaneria di porto che ha effettuato diverse indagini sulla presenza di amianto e sui fusti trovati nell’isola 15 e un perito che ha analizzato le cartelle cliniche dei lavoratori colpiti da malattie asbesto correlate.
Il perito ha riconosciuto la connessione tra patologie ed esposizione all’amianto.

Udienza del 21/12/2018

Sono stati sentiti come testimoni due ex dipendenti. Un operaio attualmente in forze presso la Riva&Mariani ha dichiarato che dei colleghi più anziani non è rimasto più nessuno.
Sino al 1996 i lavoratori non erano stati informati sui pericoli insiti nell’inalazione dell’amianto e durante le attività di coibentazione e scoibentazione avevano a disposizione, senza l’obbligo di indossarle, solo delle mascherine di carta.
La questione amianto iniziò a essere trattato a partire dal 2002.

Udienza del 09/01/2019

La testimonianza di alcuni operatori secondo cui la vasca 4 dell’isola 32 sarebbe sempre stata sotto monitoraggio con un’adeguata copertura ha scatenato la rabbia degli ex operai in aula e la giudice ne ha disposto l’allontanamento.
Nel 2011 la vasca fu messa sotto sequestro dalla Procura dopo che i militari della Capitaneria di Porto accertarono lo stato di deterioramento della copertura.

Udienza 12/02/2019

Sono stati ammessi come parti civili tre ex operai ma non l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Udienza del 20/04/2019

Il medico pneumologo che ha eseguito accertamenti sugli operai dell’indotto ENI malati di patologie asbesto correlate ha risposto ad alcune domande dell’avv. di parte civile Davide Ancona. Il dottore ha dichiarato che le patologie da lui riscontrate non sono semplici placche pleuriche destinate a non evolversi, bensì casi di asbestosi.
Per un lavoratore parte civile si teme l’insorgenza di un mesotelioma maligno.

Udienza del 14/05/2019

E’ stato ascoltato in aula un ex operaio che ha lavorato 30 anni nella Raffineria. Dalla testimonianza è emerso che i primi corsi sulla sicurezza sono stati organizzati nel 1992. Gli operai però non conoscevano la pericolosità dell’amianto e i dispositivi di protezione personale forniti si limitavano a semplici mascherine e guanti.

Sentenza del 25/06/2019

Nonostante il PM Calabrese avesse chiesto condanne dai 2 ai 3 anni per la provata responsabilità e consapevolezza degli imputati nella dispersione in atmosfera dell’amianto friabile stoccato nella vasca n.4, che ha messo a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori delle aree circostanti, la giudice D’Amore, anche in seguito alla sopraggiunta prescrizione di alcuni reati, ha condannato solo 3 imputati per gestione non autorizzata di rifiuti.


Casi di patologie polmonari alla Raffineria di Gela

  • Patologia/e: patologia/e asbesto correlata/e
  • Numero malati: 4
  • Luogo esposizione: Raffineria ENI di Gela
  • Origine contaminazione: coibentazioni
  • ATECO 1991: 23.20.1 Raffinerie di petrolio

Processo patologie polmonari alla Raffineria di Gela

  • Causa civile e penale
  • Capi di imputazione: mancata adozione misure per evitare esposizione all'amianto dei lavoratori
  • Tribunale monocratico Gela
  • Giudice: Miriam D’Amore
  • Imputati: ex manager Enichem Armando Grassi, Giancarlo Barbieri, Alfonso Valerio, Alessandro Colnaghi, Francesco Mauro, Salvatore Verniccio, Rocco Ardore, Antonio Catanzariti, Gregorio Mirone, Giancarlo Fastame, Giorgio Clarizia, Giuseppe Farina, Vito Milano, Salvatore Vitale, Giovanni Calatabiano, Giuseppe Genitori, Giorgio Daumiller e Arturo Borntragger, Ferdinando Lo Vullo (deceduto)
  • Responsabilità civile: Raffineria di Gela
  • Parti civili: 3 ex lavoratori malati (tra cui Giovanni D'Agostino),Ministero dell'Ambiente, Comune di Gela, Associazione Aria Nuova, Amici della Terra, Osservatorio Nazionale Amianto
  • Avvocati difesa: Piero Amara, Gualtiero Cataldo, Attilio Floresta, Antonio Gagliano, Raffaela Nastasi, Pietro Pistone, Flavio Sinatra, Giacomo Ventura, Maria Elena Ventura
  • Avvocati parti civili: Davide Ancona, Ezio Bonanni (ONA), Laura Caci, Claudia Caizza, Concetta Di Stefano, Joseph Donegani, Vittorio Giardino, Lucio Grieco, Antonio Impellizzeri, Paolo Testa
  • PM: Sonia Tramontana, Maria Calabrese, Eugenia Belmonte, Pamela Cellura
  • Sentenza 1°grado 25/06/2019: prescrizione di alcuni reati; condanna a 4 mesi per gestione non autorizzata di rifiuti, (con sospensione della pena e riconoscimento delle attenuanti), al risarcimento e al pagamento delle spese processuali delle parti civili per l'amministratore delegato Casa e i tecnici Genna e Anania; assolti i restanti imputati

  • RASSEGNA STAMPA

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