Processo Montefibre Quater Verbania

Il IV processo Montefibre (maggio 2018-2020) ha il compito di appurare eventuali responsabilità degli ex dirigenti ancora in vita Ceriani, Mazzanti, Poletti, Quaglieri, Vannini, Varalda (†) in merito alla violazione delle normative su igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro nel periodo della loro reggenza.

Secondo l’accusa la pessima gestione del rischio amianto nello stabilimento avrebbe causato l’insorgere di numerose patologie asbesto correlate (placche pleuriche, asbestosi, tumore del polmone, mesotelioma pleurico) tra gli ex lavoratori.

Rinvio prima udienza

Nuovo rinvio, dopo quello del 30/05/2018, della prima udienza del Processo Montefibre Quater.

Dopo avere appurato che la notifica dell’udienza degli imputati Varalda e Vannini è stata firmata dai portieri degli stabili di residenza, la giudice Banci Bonamici ha disposto il rinvio al 15/02/2019.

Si sono già costituiti parte civile gli eredi di 22 vittime, CGIL, Camera del Lavoro di Novara e VCO e INAIL.
Medicina Democratica, AIEA e altri singoli hanno annunciato di volersi costituire nella prossima udienza.

Udienza del 15/02/2019

Udienza lampo. Per ragioni di economia processuale (evitare duplicati), trattandosi di identici fatti, la giudice Bonamici ha unificato il procedimento Montefibre Quater a quello contro Lugi Ceriani come richiesto dall’avv. Sassi. Il PM Mezzina ha preso atto della decisione e non ha voluto esporre nuovamente le ragioni della sua contrarietà.

Udienza del 15/04/2019

Dopo la nomina a legale di Ceriani dell’avvocato Padovani, la giudice ha dichiarato riuniti il procedimento a carico di Ceriani e il Montefibre Quater.

Alla costituzione di parte civile di alcune vittime, eredi e della CGIL nei confronti di Ceriani, è seguita quella dell’Anmil, contestata dall’avv. Sassi, con l’appoggio di tutta la difesa. Secondo Sassi la costituzione di Anmil violerebbe il principio di pertinenza e continua operatività, poiché non vi sono prove dell’azione di Anmil sia presso la Montefibre che nel Vco, e porrebbe anche un problema di natura temporale.

La giudice Bonamici, dopo essersi ritirata, ha stabilito che la richiesta di esclusione di Anmil non poteva essere accettata: l’associazione é stata riconosciuta dallo Stato come ente morale cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, opera da anni nel VCO organizzando eventi pubblici sul problema amianto e tre parti civili del processo, rappresentate al pari della ONLUS dall’avv. Mauro Dalla Chiesa, sono suoi membri.

Dunque, per la prima volta nell’ambito dei processi Montefibre Pallanza, accanto alle associazioni Medicina Democratica e AIEA, costituitesi parte civile nell’udienza precedente, e alla CGIL c’è anche l’Associazione Italiana Mutilati e Invalidi del Lavoro.

Infine la legale dell’INPS, avv. Elia Pagliarulo, ha chiesto la citazione come responsabile civile di Edison Spa, erede di Montedison, producendo della documentazione interna (una corrispondenza INAIL-Montefibre relativa ad alcune posizioni assicurative e 2 relazioni di un funzionario e di un ispettore INAIL) da cui si evince che Montedison gestiva direttamente la controllata Montefibre. Per corroborare le prove della gestione diretta di Montedison, l’avv. Laura Mara ha fornito alla giudice un verbale sindacale del 07/03/1973.

La giudice ha quindi disposto la citazione come responsabili civili di Edison Spa e Montedison.

Udienza del 09/09/2019

La giudice Bonamici ha accolto la richiesta di esclusione da responsabile civile di Edison Spa.

Udienza del 30/09/2019

L’avvocato Altana ha depositato la sua nomina a legale d’ufficio dell’imputato Quaglieri.

La prossima udienza, fissata per il 14/10 alle ore 10 (aula C settore Civile), sarà dedicata alle richieste istruttorie mentre con le successive (28/10, 18/11, 02/12, 16/12) si dovrebbe entrare nel vivo del processo.

Udienza del 14/10/2019

La giudice Bonamici ha rigettato la richiesta del PM Mezzina di mettere agli atti l’intera documentazione giudiziaria dei processi Montefibre Uno, Bis e Ter.

Udienza del 28/10/2019

Sono stati ascoltati i testimoni del PM scelti tra le parti civili.

Alcuni racconti sono riusciti a portare indietro le lancette del tempo documentando il clima interno allo stabilimento e le sofferenze patite da chi è sopravvissuto ai propri cari.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Luciano Frattini, ex dipendente del reparto Nylon, visibilmente provato da una patologia asbesto correlata.
Frattini ha ricordato che nel 1977 dovette affrontare un periodo tremendo: la prima moglie, dimessasi dalla Montefibre per problemi di salute, morì “con i polmoni pieni di amianto” lasciandolo solo con 2 figli piccoli.

L’angoscia e il dispiacere per i figli è riemersa con l’evocazione dell’incidente occorso al giovane padre Serafino Zanetta, saltato in aria a 28 anni nel 1964 durante le operazioni di carico/scarico del serbatoio dell’anidride acetica.

Le risposte alle domande del PM in materia di prevenzione e sicurezza hanno evidenziato il seguente quadro:

– nello stabilimento gli operai avevano a disposizione un solo armadietto nel quale riporre alternativamente gli abiti da lavoro e quelli civili;
– i lavoratori sino al 1983 non ricevettero alcuna informazione o formazione sulla pericolosità dell’amianto;
– almeno sino al 1970 gli addetti intervenivano sulle tubazioni coibentate con MCA senza l’uso di dispositivi di protezione che non fossero guanti in amianto e con l’uso di una mazzetta;
– dopo le manutenzioni gli RCA nei reparti non erano trattati in modo a sé stante ma raccolti con scopa e paletta e buttati nella spazzatura comune dal personale di una ditta di pulizie esterna;
– i pompieri avevano in dotazione coperte in amianto;
– gli ambienti di lavoro non erano separati tra di loro e da spogliatoi e mense;
– gli abiti da lavoro erano lavati a casa dalle mogli.

Il controinterrogatorio della difesa ha messo in luce il fatto che la dirigenza decise di interrompere l’uso di coibentazioni in amianto prima che la legge lo imponesse e ha rimarcato sia l’abitudine al fumo che le precedenti e successive occasioni di esposizione lavorativa fuori da Montefibre dei lavoratori coinvolti.

L’età e la condizione di salute dei testi del PM e parte civile hanno reso essenziali i verbali dello Spresal VCO redatti in occasione della denuncia della malattia professionale da parte delle vittime.
Per le stesse ragioni il PM ha chiesto l’acquisizione agli atti delle testimonianze e delle consulenze rilasciate nell’ambito dei precedenti processi Montefibre.
Mentre la giudice Bonamici si è detta favorevole, tra la difesa si è palesata qualche perplessità: si è fatto notare che in questo modo alla giudice sarebbero state sottoposte ulteriori perizie tecniche.
La decisione è stata rimandata alla seduta del 18/11 per permettere agli avvocati titolari momentaneamente sostiuiti di esprimersi.

Udienza del 18/11/2019

Dopo che la giudice ha stabilito di acquisire agli atti le testimonianze rilasciate da alcune parti lese nei precedenti processi Montefibre, é proseguita l’analisi dei teste del PM.

L’ex dipendente Otello De Castri ha raccontato la sua esperienza lavorativa confermando il quadro generale delle precedenti testimonianze tranne che in merito all’uso delle mascherine.
Nel periodo della sua assunzione come meccanico-manutentore esterno (1969-79), pure dietro sollecitazione del suo capo, qualche volta per proteggersi dalla polvere utilizzava delle mascherine simili a quelle dei dottori.

Prima di diventare bobinatore interno della Filatura, si era occupato del montaggio dell’autoclave e del rivestimento delle tubazioni presso l’Acetato. Sopra i tubi veniva spalmato con i guanti un impasto preparato miscelando all’acqua di un secchiello una sostanza simile a gesso bianco o calce, portata su dal magazzino in sacchi di carta da 15-20 Kg.

Successivamente il PM ha interrogato alcuni medici specialisti in servizio presso ASL VCO e Maggiore di Novara e due funzionari INPS locali che si sono occupati dei casi Frattini, Calderari, Busseri, De Rizzo, Sismondi e Maddaloni.

La testimonianza del dott. Guido Baietto sulle diagnosi di mesotelioma maligno di Busseni e De Rizzo é stata così lucida e chiarificatrice, che il tentativo della difesa di minare la certezza della diagnosi con l’argomento dei marcatori immunoistochimici, ha sortito l’effetto opposto.

La dott.ssa Clelia Miceli, funzionaria in pensione dell’ INPS VCO, é stata invece sentita a proposito del tumore polmonare di Giacomo Sismondi, da lei classificato come professionale.

Concludendo il PM ha contestato l’accusa di lesioni pericolose per il caso Fodrini chiedendo la sua rivalutazione in omicidio colposo con aggravante in seguito a decesso della parte lesa.

Causa sciopero l’udienza dello 02/12 é stata spostata. Il prossimo appuntamento in aula é previsto per il 16/12.

Udienza del 16/12/2019

Assente il dott.Massera, che sarà chiamato a deporre alla prossima udienza del 13/01/2020, sono stati ascoltati quattro medici.

La dott.ssa Gabriella Traballi, specializzata in Medicina Interna, nel 2013, durante il ricovero di Antenore Busseni presso il day hospital del Castellli di Verbania per un versamento pleurico al polmone sinistro, refertò il caso di mesotelioma pleurico della vittima poi confermato in via deifinitiva.
Busseri aveva già effettuato la toracentesi, il suo liquido pleurico era stato analizzato e dopo i dosaggi era stata rilevata la presenza di marcatori del MM.

La dott.ssa Valeria De Matteis, specializzata in radiodiagnostica, nel 2012 riconfermò la presenza di placche pleuriche calcificate rimaste invariate dal 2010 nella parte civile Claudio Daverio.

In un secondo momento il PM ha sottoposto alla teste il referto della TAC del luglio 2013 di Antenore Busseni in cui si definiscono immodificati i noduli calcifici multipli associati a placche pleuriche bilaterali rilevati in occasione di un abbondante versamento pleurico con ateletassia.

Il dott. Angelo Vicaretti, nel 2014 in forze presso l’INAIL di Novara, visionando nuovamente la documentazione sottoposta dal PM sul caso di Luigi Maddaloni, ha confermato la natura neoplastica della patologia pleurica associandola ad esposizione all’amianto.

Interrogato dall’avv. Fontanella (difesa di Vannini) Vicaretti ha chiarito che in sede di anamnesi radiologica è possibile distinguere asbestosi e fibrosi idiopatica: la prima interessa prevalentemente la pleura ed eventualmente gli interstizi, la seconda non da ispessimenti, noduli, ateletassia e irregolarità pleurica.

In conclusione è giunto il turno del dott. Marino Minesi, specialista in Medicina del Lavoro e medico legale del Patronato INCA CGIL di Verbania.
Fu Minesi a segnalare il caso Maddaloni: in un primo momento INAIL diede risposta negativa poi si arrivò a una discussione collegiale, con la presenza della direttrice di sede, che riconobbe la malattia professionale.

Minesi ha ricostuito l’iter da lui seguito per stabilire se un caso di malattia professionale vada presentato all’INAIL per il dovuto riconoscimento.

Questi i principali step:

– analisi tecnica dei referti di radiografie e TAC, spirometria ed esami della diffusione alveolo capillare;
– anamnesi lavorativa;
– valutazione della probabilità di esposizione della/e mansione/i basata su dati certificati da CONTARP INAIL;
– ricerca precedenti esposizioni ad amianto in un determinato stabilimento certificate dall’INPS tramite concessione di benefici previdenziali ai lavoratori ivi esposti (a partire da 2 ff/l).

Con il Patronato INCA Minesi ha effettuato numerose segnalazioni di patologie asbesto correlate rivendicando l’origine professionale di alcuni casi di tumore polmonare prima dell’inserimento di quest’ultimo tra le malattie tabellate.

Citando i numerosi casi di placche pleuriche, tumori polmonari e MM presso lo stabilimento Montefibre di Verbania, il dott. ha reso noto che circa un mese fa INAIL ha riconosciuto l’ulteriore caso di asbestosi dell’ex dipendente G. Turra.

Udienza del 13/01/2020

In apertura di udienza la giudice ha comunicato il decesso dell’imputato Varalda con conseguente estinzione dei reati a suo carico (art.150 c.p.).

Il primo teste del PM ascoltato è stato il dott. Fabio Massera direttore della Struttura Complessa a direzione universitaria “Chirurgia Toracica” dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, consulente di ASL VCO dal 2004 e membro del locale Gruppo Interdisciplinare Cure (GIC). Tra i precedenti primari del reparto di Chirurgia Toracica del Maggiore si annovera la prof.ssa Caterina Casadio.

L’Ospedale Maggiore di Novara è il centro di riferimento del Quadrante Nord-Est del Piemonte (Province di Biella, Novara, Vercelli e VCO) per le patologie polmonari neoplastiche.
In media i casi di Mesotelioma Maligno (MM) trattati annualmente sono 50, quelli di tumore polmonare 200.

Il dott. Massera ha firmato più referti relativi ai casi delle parti lese Alberto Grossi (carcinoma al polmone destro diagnosticato nel 2010), Loredana Brovelli (mesotelioma epiteloide alla pleura sinistra classificato come ICD-9CM-163 nello stadio p T1-a N0 M0 e diagnosticato nel 2011), Giglio Lorenzi (mesotelioma epiteloide alla pleura destra di origine professionale diagnosticato nel 2012), Domenico Fedrazzoli (mesotelioma epiteloide alla pleura destra diagnosticato nel 2013), Busseni Altero (mesotelioma epiteloide alla pleura sinistra diagnosticato nel 2013), Natale Zamperini (mesotelioma epiteloide alla pleura destra con TTF1 negativo diagnosticato nel 2014).

In relazione al caso Grossi l’avv. Baccaredda Boy (difesa Vannini) ha domandato al teste se il quadro delle patologie complessive di cui soffriva la parte lesa (arteriopatia arti inferiori, infarto del miocardio, neoplasia vescicale, diagnosi tumore al polmone) potesse derivare dalla sola condizione di fumatore. La risposta è stata positiva.

L’avv. Sassi (difesa Poletti) ha invece chiesto i motivi per cui nei referti definitivi dell’Ospedale di Novara alcuni marcatori immunoistochimici vengono indicati e altri no.
Il dott. Massera, dopo avere specificato che la domanda andrebbe posta al reparto di Anatomia Patologica del Maggiore di Novara, ha spiegato che per prassi l’analisi dei marcatori presenti nel liquido pleurico viene sempre effettuata poiché indispensabile alla diagnosi differenziale del MM dall’adenocarcinoma polmonare. Pertanto, seppur i suoi esiti non siano citati nei referti, giacché non utili ai fini della cura, il chirugo ne è sempre a conoscenza.
I campioni di liquido relativi a casi dubbi sono conservati per sempre in laboratorio.

Per finire l’avv. Baccaredda ha ricevuto risposta affermativa alla domanda sull’uso dell’indagine differenziale ai fini della distinzione tra tumore primitivo e metastasi.

L’udienza è proseguita con la testimonianza di 2 medici oncologi in servizio presso l’ASL VCO: il dottor Aldo Gioia, membro del GIC VCO e dipendente dell’Ospedale Castelli di Verbania, e la dott.ssa Elisabetta Garzoli, operativa in sede ambulatoriale.

In qualità di specialisti oncologi hanno il compito di comunicare ai medici curanti dei malati il programma terapeutico stabilito dal GIC VCO e i suoi possibili effetti collaterali.
Effetti collaterali che purtroppo si sono manifestati durante il primo ciclo di chemioterapie di Capotosti (tossicità) e durante la toracoscopia eseguita nel 2014 da Zamperini (enfisema sottocutaneo).

Il dott. Gioia, rispondendo a una domanda dell’avv. Sassi (difesa Poletti), ha affermato che il mesotelioma pleurico può estendersi alle zone contigue ma una metastasi epatica è molto rara.

L’ultimo teste ascoltato è stato Marco Bertelli, medico legale e dirigente di primo livello di INPS VCO, che si è occupato del riconoscimento della malattia professionale di Giancarlo Corazzini (post mortem per carcinoma polmonare), di Alberto Grossi (carcinoma polmonare) e di Sebastiano Forlastro (placche pleuriche bilaterali).

In relazione al caso Corazzini Bertelli ha spiegato che il consumo di 60 sigarette al giorno non ha inficiato il riconoscimento della malattia professionale giacché precedenti consulenze di CONTARP INAIL sullo stabilimento Montefibre di Pallanza avevano individuato tra i reparti a maggiore rischio di esposizione ad amianto la filatura Nylon dove lavorava la vittima.

Il CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) è composto da ingegneri, chimici e altre figure scientifiche in grado di analizzare il ciclo produttivo dei reparti di un’azienda raccogliendo anche le informazioni disponibili presso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (Spresal) delle Aziende Sanitarie Locali.

In conclusione l’avv. Polizzi (difesa Poletti) ha chiesto al dott. Bertelli se fosse a conoscenza di nuovi studi sugli effetti della sinergia tra fumo e sviluppo del tumore al polmone.
Bertelli ha risposto che la sinergia è confermata da tutti gli studi, ma taluni più recenti avvalorano l’ipotesi di un effetto addittivo a discapito di quello moltiplicativo.

Le testimonianze della giornata, basate sulle domande poste dal PM, hanno fatto luce in modo chiaro e preciso sulla pretestuosità di alcune argomentazioni addotte in sede penale dalle difese per screditare la validità delle diagnosi di patologia asbesto correlata.

In Italia:

– dagli anni ’90 le neoplasie sono classificate in base al sistema ICD (International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death) dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);

– la stadiazione delle neoplasie maligne segue la classificazione internazionale TNM (Tumor Nodes Metastasis);

le diagnosi di neoplasia polmonare e mesotelioma maligno si basano sulle Linee Guida dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica);

gli esami per la definizione della diagnosi di mesotelioma pleurico sono RX torace, TC torace, toracoscopia con eventuale pleurodesi (polverizzazione di talco nel cavo pleurico per frenare l’accumulo di liquido da versamento), toracentesi con citologia del liquido pleurico estratto e biopsia transtoracica;

gli esami necessari per stadiare il mesotelioma pleurico sono toracoscopia con eventuale pleurodesi, TC addome, PET, valutazione mediastinica e/o laparoscopia;

tutte le diagnosi sono stilate dopo avere ricercato nel liquido pleurico dei pazienti i marcatori immunositochimici necessari a individuare il sottotipo di neoplasia polmonare (diversi tipi di carcinoma) o mesotelioma pleurico (epiteloide, sarcomatoide, misto);

i marcatori immunoistochimici non determinano la diagnosi bensì la orientano in caso di dubbio (es.: analisi differenziale tra adenocarcinoma polmonare e mesotelioma pleurico o tra tumore primario e metastasi);

l’indirizzo terapeutico dei casi di neoplasie polmonari e mesotelioma maligno viene deciso dal Gruppo Interdisciplinare di Cure dell’Azienda Ospedaliera di riferimento composto da specialisti di diverse discipline (oncologo, radioterapista, infermieri, chirurgo toracico, anatomo-patologo, esperto cure palliative, ecc.). Quando uno specialista viene a conoscenza di una diagnosi di patologia polmonare compila una scheda lo sottopone a discussione di gruppo;

nella cura del mesotelioma pleurico operabile è privilegiata la terapia multimodale che per aumentare la sopravvivenza del paziente prevede come scelta di “prima linea” la somministrazione dei chemioterpici Cisplantino e Pemetrexed (uno dei suoi nomi commerciali è Alimta). La chemioterapia può essere preceduta o seguita da pleurectomia/decorticazione o, in casi rari, da pleurectomia extra pleurica (EPP) ed eventuale radioterapia adiuvante.

Allo stato attuale delle conoscenze mediche:

la presenza di placche pleuriche o ispessimenti bilaterali in un contesto di versamento pleurico è indice di esposizione certa a polveri (amianto, caolino, ecc.) e può verosimilmente evolversi in asbestosi o mesotelioma pleurico (vedi il caso Busseni);

l’ingrossamento della parete pleurica mediastinica è un segnale di comparsa di patologia non benigna;

– campioni di versamento pleurico con siero ematico possono indicare la presenza di MM;

l’assenza o l’attenuazione del murmure vescicolare (rumore originato dalla penetrazione di aria nei bronchi) possono essere indicatori di un versamento pleurico;

dolore toracico e difficoltà respiratoria accresciuta rapidamente (dispnea ingraviscente) possono essere sintomi del MM;

– tutti gli studi scientifici confermano l’incremento delle probabilità di contrarre una neoplasia in soggetti fumatori esposti a fibre di amianto, ma non c’è concordanza sul tipo di interazione fumo/asbesto: per alcuni è moltiplicativa, per altri additiva.

La prossima udienza è prevista per lunedì 27/01 alle 10.00.


Vittime Montefibre Quater

  • Patologia/e: asbestosi, mesotelioma pleurico, placche pleuriche, tumore del polmone
  • Luogo esposizione: stabilimento chimico di Pallanza
  • Origine contaminazione: coibentazioni, calorifugazioni, MCA in macchinari e dpi, coperture in cemento-amianto
  • ATECO 1991: 24.7 Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali
  • Americo Adolfo
  • Anno morte: 2017
  • Antenore Busseni
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico, placche pleuriche
  • Brovelli Loredana
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2011
  • Calderari Bruno
  • Patologia/e: placche pleuriche
  • Periodo di esposizione: 1960-1983
  • Mansione: meccanico-manutentore del reparto Stiramento
  • Capotosti Silverio
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2012
  • Carta Pietro
  • Corazzini Giancarlo
  • Patologia/e: carcinoma polmonare
  • Anno morte: 05/02/2011
  • Periodo di esposizione: 1970 - 85
  • Mansione: bobinatore del reparto produzione Nylon
  • Daverio Claudio
  • Patologia/e: placche pleuriche
  • Anno diagnosi: 2010
  • Periodo di esposizione: 1960-83
  • Mansione: addetto del Centro Ricerche e Controllo produzione Acetato e Nylon
  • De Castri Otello
  • Patologia/e: placche pleuriche
  • Periodo di esposizione: 1969-83
  • Mansione: meccanico-manutentore e poi bobinature della filatura Nylon
  • De Rizzo Mario
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2012
  • Anno morte: 2012
  • Periodo di esposizione: 1957-1961 / 1970
  • Mansione: tubista-saldatore
  • Fedrazzoli Domenico
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2013
  • Anno morte: 2013
  • Fodrini Angelo
  • Patologia/e: patologia/e asbesto correlata/e
  • Anno morte: 2017
  • Forlastro Sebastiano
  • Patologia/e: placche pleuriche
  • Periodo di esposizione: 1960-81
  • Mansione: bobinatore del reparto produzione Nylon e poi addetto del Centro Ricerche
  • Frattini Luciano
  • Patologia/e: placche pleuriche
  • Periodo di esposizione: 1954-1960 / 1961-83
  • Mansione: turnista del reparto Monofilo e poi addetto del reparto Produzione Nylon
  • Grossi Alberto
  • Patologia/e: carcinoma polmonare
  • Anno diagnosi: 2010
  • Lorenzi Giglio
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2012
  • Maddaloni Luigi
  • Patologia/e: asbestosi, fibrosi polmonare, mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2008 (asbestosi), 2017 (MM)
  • Anno morte: 2017
  • Età morte: 81
  • Periodo di esposizione: 1960-1983
  • Mansione: meccanico tubista
  • Mattinale Vincenzo
  • Anno morte: ?
  • Menegola
  • Patologia/e: neoplasia asbesto correlata
  • Anno morte: 2016
  • Mansione: operaio filatura Nylon
  • Pomarico Pasquale
  • Patologia/e: tumore del polmone
  • Anno morte: 21/09/2017
  • Sismondi Giacomo
  • Patologia/e: tumore del polmone
  • Anno diagnosi: 2012
  • Mansione: meccanico-manutentore
  • Tonsi Angelo
  • Zamperini Natale
  • Patologia/e: mesotelioma pleurico
  • Anno diagnosi: 2014

Processo Montefibre Quater

  • Causa penale
  • Udienza preliminare 24/01/2018 GUP Beatrice Alesci
  • Capi di imputazione: omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, violazione art.2087 del Codice Civile e di numerose norme di igiene e salubrità dei luoghi di lavoro
  • Tribunale monocratico Verbania
  • Giudice: Donatella Banci Bonamici
  • Imputati: originariamente i 6 dirigenti e amministratori in servizio nel periodo 1972-88 Luigi Ceriani, Giorgio Mazzanti, Gianluigi Poletti, Bruno Quaglieri, Carlo Vannini, Luciano Varalda (†). 5 dopo la morte di Varalda nel gennaio 2020
  • Parti civili: ex lavoratori malati, familiari di 22 ex lavoratori morti, ANMIL, CGIL, Camera del Lavoro VCO, INAIL, MD e AIEA
  • Avvocati difesa: Giovanni Paolo Accini e Tullio Padovani (Mazzanti e Ceriani), Francesco Centonze e Carlo Sassi (Poletti), Thomas Altana (Quaglieri), Marco De Luca e Carlo Baccaredda Boy (Vannini), Antonella Monteverde (Varalda), Fornari (Montefibre in fallimento)
  • Avvocati parti civili: Roberto Bertolo (vittime-eredi), Mauro Dalla Chiesa (ANMIL e vittime), Laura D'Amico (vittime-eredi), Carlo Falciola (vittime-eredi), Laura Mara (Medicina Democatica, AIEA), Giacomo Mattalia (vittime-eredi, CGIL), Elia Pagliarulo (INAIL), Paola Zanoia (Paparella ed eredi)
  • PM: Nicola Mezzina

  • RASSEGNA STAMPA

      Montefibre quater: sei persone rinviate a giudizio

    • Data: 24/01/2018
    • Fonte: vcoazzurratv.it
    • Autore: Maria Elisa Gualandris